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Ancona Romana

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Ancona fu abitata fin dai tempi dell'età del bronzo come dimostra un insediamento protovillanoviano rinvenuto sul colle dei Cappuccini. Dall'insediamento del colle Montagnolo provengono inoltre frammenti di ceramica micenea, testimonianza dei precoci rapporti con il mondo egeo che rimarranno costanti anche in età romana e bizantina.
Nella successiva epoca picena il paesaggio è caratterizzato da insediamenti sparsi tra il colle Guasco ed il colle dei Cappuccini. I reperti archeologici documentano alterni contatti con la Daunia, l'Illiria e la Grecia: Atene in particolare.


Come ricordato dalle fonti storiche, l'approdo naturale formato dall'insenatura a gomito che dà il nome alla città (dal greco ankon, "gomito") spinse i Siracusani a fondarvi una colonia nel IV secolo a.C. Del periodo greco più antico rimangono scarse tracce archeologiche, così come ad oggi, non risultano particolari evidenze del porto siracusano. L'importanza commerciale del porto è evidenziata dall'attestazione di una zecca greca che emette moneta in bronzo con effigie di Afrodite sul dritto e braccio piegato a gomito sul rovescio nonché dai numerosi materiali provenienti dagli scavi urbani e dalle necropoli che documentano rapporti privilegiati con il Mediterraneo Orientale e la Magna Grecia.
Tra la fine del III ed il II secolo a.C. la città, pur conservando la sua matrice greca, entrò a far parte del dominio romano. Il porto venne utilizzato come base della flotta romana nel pattugliamento dell'Adriatico durante le guerre illiriche, e la città fu dotata di una cerchia muraria, della quale ampi tratti in blocchi di arenaria sono stati messi in luce nell'area del Lungomare Vanvitelli.


A questi si deve la costruzione del tempio di Venere (Venus Genetrix) rinvenute al di sotto della Cattedrale di S. Ciriaco sul colle Guasco, ritenuto l'acropoli della città. Realizzato tra II e I secolo a. C., il tempio è orientato verso il foro della città posto al di sotto del colle e presentava una facciata con sei colonne sulla fronte di stile corinzio-italico.
Divenuta municipio romano agli inizi del I secolo a.C. e colonia cesariana dopo la battaglia di Filippi (42 a.C.), la città fu oggetto di parziale rinnovamento nell'età di Augusto, ma è soprattutto con l'imperatore Traiano che il porto fu ampliato e rinforzato essendo stato scelto come base logistica per la partenza delle legioni alla conquista della Dacia.
Ancora in età bizantina le fonti ricordano Ancona nelle operazioni legate alle alterne vicende della guerra con i Goti. Il suo porto, collegato con Osimo, allora principale città del Piceno, rappresentava la più importante base navale dell'Adriatico per le comunicazioni con Bisanzio ed il Mediterraneo orientale.

 

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