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La città Romana di Suasa

 

La genesi dell’abitato di Suasa, nella valle del Cesano, deve essere fatta risalire al processo di romanizzazione conseguente alla battaglia di Sentinum dell’inizio del III secolo a.C (295 a.C.) e alla definitiva conquista dell’agro gallico da parte di Manlio Curio Dentato (284-283 a.C.). Subito dopo fu dedotta la vicina colonia marittima di Sena Gallica, nella valle del Misa, mentre si cominciò a sviluppare anche il primo aggregato romano di Suasa (un forum o un conciliabulum civium Romanorum), che rispondeva alle esigenze di gestione economica del territorio circostante.
Successivamente, con la promulgazione della lex Flaminia de agro gallico et piceno viritim dividundo (232 a.C.), iI territorio sottratto ai Galli Senoni (l’ager Gallicus) fu distribuito in singoli lotti assegnati individualmente (viritim) ai coloni romani. In questo panorama generale Suasa si configurò come praefectura, diventando il baricentro amministrativo della media valle del Cesano, mentre la bassa valle ricadeva all’interno del territorio di Sena Gallica.

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L’abitato suasano fu dunque un centro importante che svolse un ruolo precoce nella romanizzazione della regione. Questa particolare antichità dell’abitato romano è desumibile, oltre che dall’archeologia,  anche dalla posizione topografica alla destra del fiume Cesano, non condizionata dunque dal successivo diverticolo della Flaminia che correva a sinistra del fiume (la diramazione Helvillo-Ancona). La città è dunque antecedente al consolidarsi del nuovo itinerario incentrato sulla via Flaminia (220 a.C.).
Nel corso della seconda metà del I secolo a.C. Suasa fu elevata al rango di  municipium e attorno al I secolo d.C. conobbe un periodo di grande prosperità, ben testimoniato dai resti archeologici, che ebbe il suo apice nel periodo medio-imperiale (II secolo d.C.). Proprio in questo lasso di tempo, infatti, si venne strutturando quella forma  della città che ne fece un centro compiutamente urbanizzato e monumentalizzato. Questo sviluppo monumentale, oltre che nelle abitazioni (Domus dei Coiedii, Edificio di Oceano) è particolarmente evidente in alcuni grandi complessi pubblici costruiti nel I secolo d.C. (il Teatro, l’Anfiteatro, il Foro con spiccato carattere commerciale). Il grande complesso forense, in particolare, si affacciava sulla principale via urbana (lastricata con un basolato in età medio imperiale), che divenne anche l’asse ordinatore dell’impianto urbano. Lungo questa strada, all’ingresso e all’uscita dalla città, si trovavano la Necropoli meridionale e quella settentrionale.


Nel corso del III secolo d.C. l’edilizia suasana si mostra ancora vivace, anche se non vennero più costruiti edifici di grande impegno architettonico come nei secoli precedenti. A partire dal IV secolo d.C. si cominciano a segnalare i primi segni di un progressivo declino economico e nei secoli successivi l’abitato cominciò ad essere lentamente abbandonato (V-VI secolo d.C.). Tuttavia la totale mancanza di livelli di distruzione esclude l’ipotesi, radicata nella tradizione storiografica locale, di una fine violenta ad opera dei Goti di Alarico (nel 409 d.C., un anno prima del sacco di Roma).


Suasa, invece, subì un irreversibile declino nell’ambito di quel generale fenomeno di abbandono dei centri di fondovalle, privi di difese e di interesse strategico, e a favore dei nuovi centri arroccati sulle alture circostanti. In questo senso risultarono fatali le carestie e lo spopolamento delle campagne conseguenti alle guerre tra Goti e Bizantini (535-553 d.C.) che colpirono duramente tutta la regione medio-adriatica. Suasa si trovava, inoltre, su un itinerario alternativo alla direttrice principale della via Flaminia (facilmente controllabile all’altezza della galleria del Furlo) e quindi battuto ora da uno e ora dall’altro esercito.
In questo panorama il paesaggio urbano subì una crescente ruralizzazione, la città fu abbandonata e i resti dei suoi edifici divennero temporanei rifugi per i viandanti (soprattutto quelli sul fronte stradale) o utilizzati come cave di prestito per la costruzione dei nuovi borghi fortificati sulle alture circostanti, come quelli sui quali sorgeranno i castelli medievali di Castelleone, Mondavio e Corinaldo.
Già in epoca altomedievale l’area di Suasa era ormai occupata dai campi coltivati, probabilmente di proprietà della vicina Abbazia sorta a S. Lorenzo in Campo, sull’opposta riva sinistra del Cesano, lungo quella che ancora oggi è la viabilità principale del fondovalle, la via pergolese.

 

 

 

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