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Senigallia

 

 

L'Area archeologica "La Fenice"

Il nome della città ricorda l’antica presenza dei Galli Senoni, che agli inizi del IV secolo a.C. si erano insediati in quell’area che in età augustea fu poi denominata Ager Gallicus.
La colonia romana venne fondata poco dopo la battaglia del Sentino (295 a.C.), tra il 290 e il 283 a.C., quando  i Romani, sconfitti i Galli Senoni, si furono assicurato il controllo definitivo sul territorio a nord dell’Esino. Sappiamo dalle fonti che nel 207 a.C. la colonia fu la base di partenza delle truppe romane, capeggiate dal console Marco Livio Salinatore e dal pretore Lucio Porcio Licinio, mandate ad affrontare Asdrubale Barca, fratello di Annibale, lungo il corso del fiume Metauro. Appiano, nel suo racconto delle guerre civili, ricorda inoltre che nell’82 a.C. la città fu saccheggiata dalle truppe di Gneo Pompeo, alleato di Silla durante le ostilità, in opposizione alla fazione capeggiata dal console Gaio Mario. Il susseguirsi dei secoli e le dominazioni signorili che, dal XV secolo, si sono avvicendate al governo della città (i Malatesta e, soprattutto, i Della Rovere), hanno man mano alterato il profilo della città, fino a nascondere interamente le vestigia storiche di età romana.

 

 

È nel 1989, durante al costruzione del nuovo teatro “La Fenice” che avviene la riscoperta della matrice più antica della città, con il rinvenimento di un intero isolato romano, oggi ben musealizzato e visitabile in un contesto di grande fascino.
La visita all’area archeologica, situata al di sotto del teatro, permette di comprendere e di rivivere uno spaccato della vita quotidiana romana. È oggi ancora perfettamente visibile l’incrocio di due ampi assi viari (un cardo e un decumanus), lastricati con grandi basoli sui quali sono ancora riconoscibili i solchi delle ruote dei carri che li avevano anticamente percorsi. Nel punto dove le due strade si incrociano si trovava una fontana pubblica, della quale sono ancora visibili la particolare pavimentazione e le tubature (fistulae) metalliche.
Disposte in fila lungo la strada, nel quadrante sud-est dell’area archeologica, si aprivano una serie di tabernae, di botteghe, provviste di banco di mescita. Dalla parte opposta si notano i resti di una vasta domus, preceduta da un ampio portico, dotata di diverse stanze che si aprivano attorno ad un atrio nel quale è perfettamente visibile la vasca quadrangolare pavimentata con mattoncini posti a spina di pesce, progettata per raccogliere l’acqua piovana.

 


In epoca medievale nella stessa area fu costruita una chiesa, oggi non presente, attorno alla quale si è via via costituito un cimitero con numerose sepolture ad inumazione, diverse delle quali sono oggi ancora visibili. Lo scavo condotto nella zona ha dato origine a un singolare quanto ben riuscito matrimonio tra l’area archeologica musealizzata e il nuovo teatro La Fenice che oggi vivono in perfetta simbiosi grazie ad un impianto di possenti colonne che sostengono il nuovo teatro tra i quali si sviluppa un vero e proprio museo corredato da pannelli didattici con piacevoli ricostruzioni di vita quotidiana romana di immediato impatto didattico, che arricchiscono il percorso museale permettendo al visitatore di discendere immediatamente in un’altra epoca.

 

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