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Camerino

Il museo e l'antica città di Camerinum

 

L’attuale città di Camerino, in posizione elevata sulla dorsale che separa la valle del fiume Chienti da quella del fiume Potenza, sorge sopra l’antico centro di Camerinum. La favorevole posizione in altura, in una zona compresa fra i due fiumi le cui vallate costituirono da sempre delle vie di comunicazione tra i versanti adriatico e tirrenico dell’Appennino, ha favorito indubbiamente la fortuna e lo sviluppo del centro che mostra una continuità di vita ininterrotta fino ai nostri giorni. La città medievale prima e moderna poi ha obliterato quasi completamente le più antiche tracce di frequentazione umana e del più antico nucleo urbano di età romana che sono emerse nel corso dei numerosi interventi archeologici di emergenza effettuati nell’area del centro urbano ma che rimangono, in gran parte, non visibili.
Una visita al Museo Civico della città consente di ricostruire, il complesso palinsesto delle stratificazioni archeologiche al di sotto della città moderna attraverso le testimonianze materiali restituite dal territorio e dal suo centro urbano.

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Sirolo e Numana

L'Area archeologica "I Pini"

Nel 1989 a Sirolo in località I Pini venne in luce una necropoli picena con tombe monumentali a circolo e inumazioni in fossa terragna, raro esempio di architettura funeraria di età protostorica. Attualmente l’area de I Pini rappresenta l’unica necropoli picena con tombe monumentali a circolo musealizzata e visitabile.
Le tombe a circolo sono caratterizzate da un fossato anulare che circonda gruppi di sepolture: in questo caso esso ha sezione a “V” e misura 40 metri di diametro, 4 metri di larghezza e 1,8 di profondità. Al suo interno, oltre a una tomba a inumazione di bambino di inizi V sec. a.C. e tracce di altre inumazioni, sono state messe in luce in posizione centrale tre fosse relative a un’unica deposizione, comunemente nota come “Tomba della Regina” e databile alla fine del VI secolo a.C.
Sul fondo di una delle fosse, a pseudo-camera con copertura lignea, era seppellita la defunta con il ricco corredo di ornamenti personali che comprendeva oltre mille fibule, pettorali, una phiale chrysòmphalos, sandali chiodati, e l’unico esemplare antico attualmente esistente di

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Sassoferrato

 

Il Parco archeologico di Sentinum


Il territorio di Sentinum è ricordato per la cruenta battaglia delle nazioni avvenuta nel 295 a.C., quando i Romani sconfissero i Sanniti con gli alleati Galli, Etruschi ed Umbri, completando l’assoggettamento dell’Italia centrale.
Nelle località Santa Lucia e Civita, a sud-ovest di Sassoferrato, sono visibili i resti della città romana di Sentinum, snodo importante per il collegamento tra l’entroterra appenninico e la costa di Sena Gallica, attuale Senigallia. Dopo che fu devastata da Ottaviano durante la guerra di Perugia contro Antonio del 41 a.C., la città, in tarda età augustea, fu ricostruita nelle forme attualmente visibili e vi venne fondato un municipium.

Nel Parco archeologico dell’antica struttura urbanistica sono visibili le strade, due cardini e due decumani.

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Ostra

L'Area archeologica di Ostra Vetere

Con la battaglia di Sentinum (Sassoferrato) del 295 a.C. e la definitiva sconfitta dei Galli Senoni, Roma si assicura il controllo delle Marche settentrionali e, in particolare, della valle del Fiume Misa, che ha da sempre costituito un importante corridoio naturale di collegamento tra l'entroterra e la costa. Proprio alla foce del Misa, nel 284 a.C. i Romani fondano la città di Sena Gallica (Senigallia), la prima colonia romana del settore medio-adriatico, e le nuove terre conquistate lungo l'intera valle vengono riorganizzate e assegnate a dei coloni (a seguito della Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo, del 232 a.C.). Nei nuovi territori colonizzati nascono dei "centri di servizio", le praefecturae, dove i magistrati inviati da Roma amministravano la giustizia.

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Osimo

 

La colonia romana di Auximum e  l’area archeologica di Montetorto

La colonia romana di Auximum, situata su un pianoro a 265 m, strategicamente molto importante per il controllo delle valli dell’Aspio e del Musone, venne fondata nel 157 a.C. Prima ancora però, nelle età pre e protostorica, la zona era frequentata da popolazioni, la cui presenza è testimoniata dal ritrovamento, presso la bassa valle del fiume Musone, di numerosi oggetti di selce scheggiati, ossa di animali e corna di cervo, datati al Paleolitico superiore (40.000-12.000 anni fa). Nel IX secolo a.C. sul colle di Osimo e sull'altura di Monte San Pietro si stanziarono i Piceni; la loro presenza è dimostrata da insediamenti distinti con relative necropoli, mentre la presenza dei Galli Senoni in questo territorio è attestata dal rinvenimento di  alcune tombe nella vicina località San Filippo. Si ipotizza che proprio alla presenza del popolo gallico possa essere riportata l’etimologia del nome di Osimo, che potrebbe derivare dalla radice celtica uxama, città elevata. Menzionato da Strabone e da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, in età augustea il territorio osimano rientrerà nella V Regio e testimonianze epigrafiche ne attestano l’appartenenza alla tribù Velina. La città ricoprì un ruolo importante durante le guerre civili: nel I secolo a.C. Pompeo vi reclutò soldati e fu occupata da Giulio Cesare nella discesa verso Roma dopo il passaggio del Rubicone.  L’importanza di Osimo si protrasse oltre la fine dell’Impero romano, teatro di vicende militari durante la guerra greco-gotica (535-553).

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