Vinaora Nivo SliderVinaora Nivo SliderVinaora Nivo SliderVinaora Nivo SliderVinaora Nivo Slider

guida2

fb2 tube g pl   

L'Anfiteatro di Urbs Salvia

 

Importante luogo di incontro della comunità cittadina e destinato ad ospitare giochi gladiatori, i munera, e cacce di animali feroci, le venationes l’anfiteatro sorge su di un’area pianeggiante al di fuori del lato Nord delle mura urbane con un orientamento divergente rispetto a quello degli edifici al loro interno e non allineato con la viabilità principale.
L’edificio, a pianta ellittica, presenta quattro ingressi principali: da quelli disposti sull’asse minore dell’edificio entravano gli spettatori mentre quelli maggiori che ancora oggi consentono l’accesso all’arena, sull’asse principale dell’edificio, erano originariamente riservati all’ingresso del corteo trionfale che precedeva gli spettacoli. Probabilmente ben visibile al di sopra di ciascuno degli ingressi un’iscrizione, nota in cinque copie, ricorda che l’edificio, costruito dopo l’81 d.C., era stato dono munifico alla città da parte dell’urbisalviense Flavio Silva Nonio Basso - generale di Tito nel corso delle guerre giudaiche e protagonista dell’assedio di Masada, episodio che nel 73 d.C. concluse la prima guerra giudaica segnando l’inizio della diaspora del popolo ebraico.
Costruito su cassoni in muratura riempiti di terra e disposti radialmente l’edificio complessivamente lungo 97,14m e largo 73,45m con un’altezza che raggiungeva circa i 12,60m, era di notevoli dimensioni. Gli spettacoli per i quali l’anfiteatro era concepito non avevano bisogno di apprestamenti particolari ma solo di un’area sufficientemente vasta, quella dell’arena, per permettere il libero svolgimento di diverse coppie di combattenti. Un piccolo ambiente di servizio al lato dell’ingresso meridionale è stato interpretato come porta libitinensis dalla quale venivano fatti uscire i gladiatori feriti o caduti nel corso dei combattimenti mentre al di sotto del podio è stato riconosciuto un piccolo ambiente destinato ad ospitare gli animali in attesa di essere immessi nell’arena.
La cavea, le gradinate dove si è calcolato potevano prendere posto circa 7635 spettatori, distinta in una prima fase in due settori da una praecinctio, si conserva per tutto il suo perimetro fino all’altezza del secondo ordine di gradini (ima e media cavea). Al di sopra di questo doveva svilupparsi la summa cavea sorretta da un ampio porticato anulare esterno oggi scomparso che conferiva all’edificio un aspetto monumentale. Le basi dei pilastri che sorreggevano il porticato anulare sono ancora del tutto leggibili lungo tutto il perimetro dell’edificio. Sul primo settore di gradinate si aprivano 12 corridoi con volte a botte, i vomitoria. Questi, secondo un sistema di distribuzione del pubblico molto semplice, consentivano l’ingresso nella praecinctio di una grande quantità di spettatori che potevano raggiungere con facilità i posti loro destinati attraverso un sistema di scale e gradini interni. Dalla praecinctio, scendendo, si poteva accedere ai prestigiosi livelli del podio che, direttamente affacciato sull’arena e diviso da questa da un semplice muro era destinato, con circa 650 posti, alla cittadinanza e ai notabili locali; salendo invece, si potevano raggiungere le gradinate dell’ima e della media cavea. L’aggiunta in una fase successiva di scale in corrispondenza delle nicchie semicircolari che scandivano il muro esterno della media cavea consentirono  l’accesso, evitando di far mescolare gli spettatori dei livelli più bassi della cavea con gli altri, ad un sistema di gradinate in legno, che permise di usufruire dei livelli superiori.

QRCode
Qr Code

guida2

Copyright © 2014 Archeologia Marche - Tutti i diritti riservati - by Net Cubo Informatica srl