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Pollenza

 

L'area Archeologica di Rambona

La località di Rambona è situata a 3 km ad ovest di Pollenza, nella media valle del fiume Potenza.  Qui sorge l'Abbazia romanica di Santa Maria di Rambona fondata in età carolingia (IX secolo d.C.) dall'imperatrice Ageltrude quando vi portò l'istituzione  monastica benedettina.
Al di sotto della chiesa, le indagine archeologiche condotte nel 1981 hanno permesso di individuare muri e pilastri di età romana e un monumento ipogeo. Questo è stato interpretato come piccolo santuario, scavato nella roccia argillosa, dedicato al culto delle acque e forse a quello della Bona Dea. L'ipotesi potrebbe trovare conferma nel nome della località Rambona che è stato considerato quale corruzione del termine latino Ara Bonae Deae. La denominazione della località potrebbe quindi derivare dalla sede del culto romano dedicato alla Dea Bona, dea della fertilità della terra, della fecondità e della salute, i cui santuari si trovavano in ambiente agricolo ed in luoghi ove fossero presenti acque salutifere.

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Successivamente il santuario fu utilizzato per il culto cristiano, come confermato dalla presenza delle scale di comunicazione con la cripta della chiesa.
All'interno del complesso abbaziale è ospitata una piccola raccolta lapidaria composta da epigrafi funerarie e da elementi architettonici di età romana. I materiali più interessanti sono quelli riutilizzati e conservati nella cripta: due fusti di colonne di tipo ionico, due architravi decorati di cui uno con fregio a palmette e l’altro con fregio a girali e due capitelli di tipo corinzio, uno dei quali funge da base all’altare maggiore.
All'esterno i pilastrini delle transenne della chiesa sono stati ricavati da un'unica epigrafe funeraria tagliata in due parti. 


Il riuso di reperti di età romana nelle strutture dell'abbazia è una pratica molto comune in età medievale ma non ne documenta la provenienza. I materiali di reimpiego potrebbero essere stati asportati da un centro vicino, una piccola comunità che si raccoglieva forse intorno al santuario della dea Bona. Le iscrizioni, perlopiù di tipo funerarie, non offrono maggiori informazioni poiché si riferiscono a personaggi vissuti tra il I e il II secolo d.C.  appartenenti a strati medio-bassi della comunità. Solo un’iscrizione menziona una carica sacerdotale di tipo municipale (sevirato) ricoperta dal defunto, mancano però informazioni sul luogo del ritrovamento della stessa.
I dati a oggi disponibili sono insufficienti per localizzare l'insediamento romano di Rambona.

In località Campetella sono emersi materiali ceramici e laterizi romani, nelle vicinanze dell’Abbazia sono stati rinvenuti frammenti di marmo e un peso romano con croce greca ovvero con il simbolo del peso corrispondente a dieci libbre. Dalla stessa località provengono una punta di lancia romana, una lucerna figurata ed una tegola con bollato il marchio di fabbrica (VARRO[---]) attualmente conservati a Pollenza nella collezione municipale presso Palazzo Cento, residenza signorile del XVI secolo.
Il territorio mostra tracce di frequentazione sin dall'età preistorica come documentato dall’insediamento di località Camponero probabilmente di carattere agricolo da cui provengono frammenti di intonaco di capanna, una zappetta di corno di cervo e una macina in arenaria, nonché  un’ansa di bronzo picena (V secolo a.C.).

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